Volontariato per Dummies

Volontariato per Dummies: qualche consiglio pratico

Uno dei più grandi regali che mi sono concessa durante il viaggio è stato il tempo.

Tempo per digerire i miei fallimenti, farmi attraversare dal mio malessere, esplorare nuove culture e, soprattutto, sperimentare. E farlo più spesso possibile.

Non ero madre e la mia pesante sindrome dell’ovaio policistico - insieme alla sofferta separazione da cui arrivavo - avevano chiuso i cancelli di quella strada già decisamente in salita. Ma tutto l’amore, tutto il mio amore, era ancora lì. Che senso aveva lasciarlo senza destinatari?

Così ho deciso di provare a dedicarne una parte ai bambini meno fortunati, mettendomi a disposizione di realtà che si occupavano di loro. Per dare un senso alla mia storia. Ma anche per capire se mi sarebbe piaciuto davvero trascorrere del tempo con bambini e ragazzi. Allo stesso tempo, volevo mettere alla prova i miei limiti, comprendere meglio i miei gusti e sperimentare inclinazioni lavorative che non avevo mai avuto modo di esplorare. Perciò ho deciso di fare volontariato anche come receptionist in un ostello a Jaisalmer.

Alla fine, le esperienze sono state quattro: un orfanotrofio a Kathmandu, in Nepal, e uno a Bali, in Indonesia; un doposcuola in uno slum di Jaipur, in India; e un ostello a Jaisalmer, sempre in India.

Racconterò ciascuna di queste esperienze in un articolo dedicato. Intanto, ecco qualche consiglio pratico per chi vuole avvicinarsi al mondo del volontariato all’estero.

Come scegliere un'esperienza di volontariato

  • Usate le piattaforme giuste. Io ho utilizzato sia Workaway, sia Worldpackers. Entrambe permettono di cercare opportunità di volontariato nelle aree che vi interessano. I servizi e i costi dipendono dal tipo di iscrizione, ma è possibile usufruirne anche in modo gratuito: prima di abbonarvi, verificate le condizioni aggiornate e le funzionalità incluse.

  • È possibile filtrare per tipo di esperienza. Che si tratti di educazione, cura degli animali, lavoro d’ufficio o insegnamento di yoga, si trova un po’ di tutto. Molto comoda la geolocalizzazione.

  • Controllate le recensioni. Viaggiando da sola, ho preferito evitare le opportunità senza recensioni o con testimonianze molto datate. Non è una garanzia assoluta, ma avere riscontri recenti aiuta a farsi un'idea più concreta del posto. In molti casi, poi, è possibile contattare i precedenti volontari e confrontarsi con loro.

  • Fate domande e verificate i dettagli. Leggete attentamente le recensioni, guardate le fotografie e chiedete l'indirizzo preciso della struttura. Chiarite in anticipo mansioni, orari, tipo di alloggio (stanza singola o condivisa), pasti ed eventuali costi. In alcuni casi, il tempo minimo di volontariato è negoziabile.

  • Diffidate da chi chiede denaro senza spiegazioni chiare. Esistono organizzazioni che richiedono un contributo economico importante per partecipare ai programmi di volontariato. Non lo considero necessariamente un problema se serve a coprire spese reali e documentate; trovo invece discutibile pagare senza sapere come verranno utilizzati i soldi. Prima di accettare, informatevi su cosa comprende la quota.

  • Lasciate recensioni. Raccogliete le vostre impressioni, ciò che ha funzionato e ciò che potrebbe essere migliorato. Cercate comunque di parlarne anche con l’Host, in un’ottica costruttiva

  • Prestate particolare attenzione quando si lavora con i bambini. Verificare l'affidabilità della struttura e il tipo di attività richiesto ai volontari, soprattutto negli orfanotrofi. In questi contesti non basta che l'esperienza sia ben recensita: contano anche la tutela dei minori e la qualità del progetto.

  • Ricordate che potete cambiare idea. Accettare un'esperienza non significa essere obbligati a portarla a termine a ogni costo. Se la situazione non è quella descritta o non vi sentite al sicuro, potete decidere di andarvene. Le piattaforme dispongono di servizi di assistenza, ma è importante verificarne modalità e limiti prima di partire.

Rifarei sicuramente tutte e quattro le esperienze perché mi hanno aiutato a capire alcune criticità importanti di questo mondo e, soprattutto, mi hanno regalato momenti speciali.

Amore genera amore. Non abbiate paura di donarne un po’ del vostro.

Fotografie originali di The Blueyes Backpacker

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Vipassana